Il progetto di riforma 231. Note dal Convegno annuale dell’AODV231

"Decreto 231: apriamo il cantiere della riforma”. Questo il titolo del Convegno annuale AODV231, organizzato mercoledì 24 giugno a Milano, con il patrocinio del Ministero di Giustizia e del Comune di Milano.

 

Introdotto dal Presidente dell´Associazione, Bruno Giuffrè, l´evento si è suddiviso in tre macro sezioni tematiche: "Criteri di ascrizione della responsabilità ex D.Lgs. 231/01 – limiti dimensionali ed incentivi”; "Confisca e sequestro preventivo”; "L´Organismo di Vigilanza”.

 

Nella prima parte del convegno, il professor Matteo Caputo, del Direttivo di AODV231, ha introdotto gli aspetti rilevanti della proposta di riforma del Decreto elaborata dall´Associazione, per quel che riguarda i criteri di ascrizione della responsabilità da reato degli enti, segnalando le due principali direttrici: da un lato, "irrobustire” il requisito del vantaggio per l´ente, che dev´essere dimostrato positivamente e non può essere presunto; dall´altro, riportare l´onere della prova nell´alveo dei principi costituzionali in materia, ponendolo sempre in capo al Pubblico Ministero.

 

Quanto al requisito del vantaggio - ha suggerito Francesco Centonze, ordinario di Diritto penale presso l´Università Cattolica - si potrebbe meglio specificare la sua tipologia/natura, nonché il momento in cui accertarne la realizzazione. Centonze, che ha comunque mostrato apprezzamento per la proposta di AODV231, ha poi osservato come vi siano alcuni passaggi preliminari alla riforma, che richiedono di interrogarsi sulla reale efficacia dello schema di responsabilità dell´ente praticato nel contesto italiano,. Si tratta di uno scenario caratterizzato da aziende di piccole dimensioni e di stampo familiare, in cui la proprietà coincide spesso con l´organo di gestione, sicché sarebbe opportuno escludere le PMI dall´ambito di applicazione della 231. Inoltre, varrebbe la pena riflettere su un cambio di logica che, abbandonando il ricorso pressoché automatico alla sanzione interdittiva, anche in sede cautelare, porti l´ordinamento a premiare, attraverso un sistema di seri incentivi, le organizzazioni complesse che dimostrano di investire seriamente sul fronte della compliance e della "messa in sicurezza” dei modelli.

 

Il progetto di riforma è meritevole di attenzione anche secondo il professor Carlo Piergallini, ordinario di Diritto penale presso l´Università di Macerata, il quale, premesso un generale e argomentato apprezzamento sulla rivoluzione copernicana della responsabilità penale degli enti e sulla qualità della normativa 231, osserva come il vero problema della disciplina della responsabilità degli enti risieda nel Modello: strumento che, a oggi, presenta costi certi e vantaggi incerti per le imprese. E la cui valutazione giudiziale appare eccessivamente libera. A suo avviso, occorrerebbe veicolare la discrezionalità del giudice, ancorandola ad esempio a protocolli elaborati da esperti, che indichino le cautele pilota per la costruzione delle parti speciali dei modelli.

 

La seconda sezione del convegno, incentrata su confisca e sequestro preventivo, è stata introdotta dal professor Alessandro Bernasconi, del Direttivo di AODV231, che ha brevemente illustrato le proposte dell´Associazione sul tema. In particolare, la riforma promossa da AODV231 intende circoscrivere ai beni di proprietà dell´ente la confisca di cui all´art. 19 del Decreto. È quanto mai urgente la necessità di correggere l´interpretazione giurisprudenziale che ritiene integrato il fumus commissi delicti laddove si configuri semplicemente, sul piano astratto, l´illecito contestato all´ente. Occorre dunque esigere che le stesse condizioni stabilite per la confisca siano soddisfatte anche per l´applicazione del sequestro preventivo.

 

Sul punto, il consigliere del Massimario, Piero Silvestri, ha manifestato perplessità, ritenendo che gli attuali contrasti giurisprudenziali in materia non possano trovare risoluzione nelle modifiche proposte. Mentre le variazioni in cantiere sono state accolte con favore dalla professoressa Adonella Presutti, ordinario di Diritto processuale penale presso l´Università di Verona, che ha inoltre suggerito interventi più radicali su alcuni aspetti, nel segno di una progressiva assimilazione tra la disciplina delle misure cautelari reali e quella delle misure interdittive.

 

Nel corso della terza sezione, avente ad oggetto il tema dell´Organismo di Vigilanza, ha preso la parola l´avvocato Alessandro De Nicola, Senior Partner di Orrick, Herrington & Sutcliffe (Europe) LLP, che si è detto d´accordo con il progetto AODV231 laddove punta al rafforzamento del requisito di indipendenza in capo all´Organismo. Ma - sottolinea De Nicola - un´indipendenza di carattere assoluto è in concreto irrealizzabile, per cui sarebbe forse più opportuno proporre una tipizzazione legislativa più sfumata, quale potrebbe essere "Organismo con caratteristiche di indipendenza”. 

 

Il convegno è stato quindi chiuso dal professor Paolo Sfameni, associato di Diritto commerciale presso l´Università di Aosta, che ha approvato senza riserve la proposta di abrogare la normativa antiriciclaggio del 2007 (art. 52), nella parte in cui stabilisce la responsabilità penale dei membri dell´OdV che non adempiano ai previsti obblighi di comunicazione e di informazione.

 

Al termine, si è svolta l´Assemblea dei Soci AODV231 ed è stato conferito alla dott.ssa Valentina Maccagni il premio di laurea specialistica istituito dall´Associazione.