Intercettazioni e responsabilità degli enti, il DDL torna nell’aula di Montecitorio
Nelle prossime settimane tornerà in aula il testo del disegno di legge intitolato "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”.
Il provvedimento, presentato e approvato dalla Camera nel 2009, suscitò polemiche e forti critiche tanto da arenarsi nel luglio 2010, dopo la modifica del Senato e la successiva trasmissione a Montecitorio.
Nel dettaglio, il testo prevede l´inasprimento delle sanzioni pecuniarie per la violazione dell´art. 684 c.p. (pubblicazione arbitraria di atti o documenti di un procedimento penale): l´ammenda arriva fino a 5mila euro, rispetto agli attuali 258. Inoltre, se la pubblicazione riguarda intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche o altre forme di telecomunicazione, le immagini mediante riprese visive o l´acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse, la pena è dell´arresto fino a trenta giorni o dell´ammenda da 2mila a 10mila euro.
In tale ottica, il DDL introduce un nuovo articolo all´interno del D.Lgs. 231/2001, volto a punire la «commissione del reato previsto dall´articolo 684 del codice penale», per la quale si applica all´ente la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote.
La ripresa dei lavori parlamentari sul disegno di legge, oltre ad avere un´eco mediatica per i temi trattati, interesserà quindi società e testate giornalistiche, principali destinatarie della novella che, nel caso, dovranno adottare misure organizzative idonee a limitare il rischio reato.

