La compliance 231 spaventa le imprese italiane

La responsabilità degli enti ex D. Lgs. 231/2001 è considerata dagli imprenditori italiani una delle normative più stringenti e certamente tra quelle, insieme alla sicurezza sul lavoro e alla compliance tributaria, più temute.

 

Il dato emerge da un’intervista condotta dalla Das, compagnia del Gruppo Generali specializzata nella tutela legale, ed ha interessato società operanti nel settore assicurativo.

 

Ancor prima delle prescrizioni del Testo Unico 81/2008 (29%) e degli accertamenti di carattere fiscale (9%), è dunque la responsabilità d´impresa a spaventare le aziende (40% degli intervistati).

 

Le motivazioni che emergono dall’analisi sono certamente legate ai costi di natura legale sopportati dall’ente: ancor prima di quelli giudiziali, infatti, ci sono quelli consulenziali per la predisposizione e corretta attuazione del Modello di organizzazione, gestione e controllo, oltre che dell’Organismo di Vigilanza e delle ulteriori e necessarie attività (informazione, formazione del personale, etc.) che saranno, in caso di illecito "231”, certamente valutate in sede processuale.

 

Il settore indicato più "a rischio” è quello dell’edilizia (29%), seguito da industria (24%), commercio e liberi professionisti (entrambi con il 9% delle risposte). Tra le figure aziendali, invece, a correre il maggior pericolo di un´azione giuridica o amministrativa sono, dopo gli amministratori (43%), i responsabili della sicurezza (29%) e i dirigenti o quadri (25%).

 

Ciò che non affiora dallo studio, ma che certamente deve essere considerato, è l´impatto delle sanzioni cui l’ente responsabile può essere condannato, e che possono arrivare - oltre la mera, ma comunque dispendiosa sanzione pecuniaria - anche all’interdizione dell’esercizio dell’attività.