Regolamento europeo sulla privacy, accordo raggiunto a Bruxelles
Al termine dei negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione UE, è stato raggiunto ieri (15 dicembre) a Bruxelles l´accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che introdurrà una normativa unica in tutti i Paesi membri. E che in Italia andrà a sostituire l´attuale Codice della privacy (D. Lgs. 196/2003).
Nello specifico, la riforma si compone di un Regolamento e una Direttiva: i testi definitivi – spiega il comunicato stampa - saranno formalmente adottati dal Consiglio e dal Parlamento europeo all´inizio del 2016, e le aziende avranno due anni di tempo
per conformarsi.
Il Regolamento (già analizzato in un articolo di AODV231) consentirà ai cittadini di avere un maggiore controllo sulle informazioni personali. Del resto, secondo un recente sondaggio Eurobarometro, due terzi degli europei (67%) si lamentano del fatto di non poter completamente controllare i dati forniti on line, e sette su dieci si dicono preoccupati dell´uso che le aziende potrebbero farne.
La nuova disciplina favorirà comunque anche le imprese, permettendo loro di sfruttare al meglio le opportunità del mercato unico digitale e riducendo i farraginosi meccanismi burocratici. Dall´effettiva entrata in vigore della normativa, dovranno infatti interfacciarsi con una sola Autorità di vigilanza (per risparmi stimati in 2,3 miliardi di euro all´anno); e le stesse notifiche non saranno più obbligatorie (pura formalità che costava alle Pmi circa 130 milioni annui). Le piccole e medie imprese, tra l´altro, non avranno alcun dovere di nomina del responsabile della protezione dei dati (che sarà quindi una figura facoltativa) e neppure quello di procedere ad una valutazione di impatto del rischio, salvo casi particolari.
La Direttiva si inserisce invece nel circuito giudiziario dei singoli Stati, al fine di tutelare - nell´ambito di indagini, procedimenti e processi penali - i dati di vittime, testimoni e sospettati di crimini, nonché per uniformare le legislazioni nazionali in vista di una maggiore cooperazione internazionale tra le autorità.

