Riforma degli appalti, “pagelle” per imprese e PA

La Commissione Lavori pubblici del Senato si prepara a lavorare su un nuovo testo della riforma degli appalti.

 

Il disegno di legge presentato il 18 novembre 2014 – e assegnato in sede referente il 4 dicembre alla Commissione – è pronto ad essere sostituito entro domani da un diverso testo base, presentato dal relatore Stefano Esposito (Pd). Un testo che - come riporta Il Sole 24Ore - dovrebbe superare quello del Governo, considerato troppo blando nella definizione dei criteri di delega, come riferimento nella discussione parlamentare. L´approdo all´aula di Palazzo Madama è previsto nell´ultima decade di aprile.

 

Il disegno di legge contiene la delega per l´attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio: rispettivamente sull´aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d´appalto degli enti erogatori nei settori dell´acqua, dell´energia, dei trasporti e dei servizi postali.

 

Il primo obiettivo è dunque quello di una forte semplificazione, con la riduzione degli articoli di codice degli appalti e regolamento che dagli attuali 650 dovrebbero scendere a 250.

 

Tra le principali novità del nuovo testo c´è l´introduzione - accanto al rating di legalità per il quale i modelli 231 rivestono un ruolo fondamentale - dei "criteri reputazionali” delle imprese: quelle che hanno sempre rispettato i termini contrattuali, non hanno abusato delle varianti in corso d´opera, né presentato ricorsi temerari al giudice amministrativo, potranno avere un premio in termini di qualificazione.

 

L´assegnazione di questi criteri sarà affidata all´Autorità Nazionale Anti Corruzione, che dovrà occuparsi anche di un altro compito: attribuire le "pagelle” alle stazioni appaltanti. Per quest´ultima valutazione terrà conto di vari fattori strutturali e organizzativi, come la presenza e l´esperienza di un numero adeguato di dirigenti tecnici, e della capacità dimostrata in passato dalla stessa amministrazione nel gestire con successo gli appalti.

 

L´A.N.AC. rafforzerà dunque i suoi poteri, anche in virtù di altre novità: dovrebbe avere un ruolo chiave nel nuovo sistema misto di formazione delle commissioni aggiudicatrici, compilando una lista di nove nomi presi da un registro interno tra i quali svolgere il sorteggio; e dettare i criteri oggettivi in base a cui ridurre il numero di stazioni appaltanti, che oggi è superiore a 30mila. Il parere espresso nel precontenzioso presso l´Autorità guidata da Raffaele Cantone (leggi l´intervista) dovrebbe inoltre diventare vincolante, pur se non potrà evitare il ricorso al Tar.

 

Nelle gare di appalto di servizi ad alta intensità di lavoro (per esempio, relative all´attività di progettazione) sarà eliminato il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso. E sarà posto un freno alla possibilità, per le amministrazioni, di ricorrere al contratto di appalto integrato che affida alla stessa impresa (e con una sola procedura di gara) progettazione e lavori relativi a un´opera, aumentando di fatto il rischio di lievitazione dei costi.