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13 Novembre 2019

Da annullare il sequestro dell’intero complesso aziendale se sproporzionato

 

Il sequestro preventivo è legittimo qualora venga rispettato il principio di proporzione tra esigenze generali di prevenzione e salvaguardia dei diritti del singolo: in caso contrario, si verifica una violazione dei principi costituzionali (come la libertà d’impresa) e della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (pronuncia n. 45375/2019).

Infatti i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità, stabiliti dall’art. 275 c.p.p., trovano applicazione anche in relazione alle misure cautelari reali e devono pertanto essere adeguatamente presi in considerazione dal giudice. Quest’ultimo dovrà dunque motivare in merito all’impossibilità di conseguire il medesimo risultato attraverso una misura meno invasiva.

Alla luce di tale principio di diritto, la Suprema Corte ha annullato la decisione di conferma di un sequestro preventivo disposto nei confronti dell’intero complesso aziendale e delle quote di una S.r.l..

Ciò in quanto il Tribunale non aveva argomentato sulla "necessità di una così larga cautela non essendo stato spiegato quale funzione abbia il sequestro delle quote societarie e di tutti i beni strumentali, riferibili ad un’impresa che è in piena attività ed effettua prestazioni di vario contenuto, anche a favore di soggetti pubblici”.

In fatto, agli amministratori era stato contestato l’illecito trattamento dei dati commesso nell’ambito di un contratto con cui la Procura aveva noleggiato dalla società le attrezzature necessarie per le attività di intercettazione.


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