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3 Maggio 2021

Santa Sede: stretta sulla trasparenza

 

Lo scorso 29 aprile, il Papa ha promulgato un Motu Proprio volto a fissare alcune regole per la tutela della trasparenza e il contrasto alla corruzione all’interno della Santa Sede.

 

Le disposizioni, che vanno a integrare il "Regolamento Generale della Curia Romana", saranno applicabili a tutti i livelli dirigenziali (funzionari C, ossia Cardinali, Capi dicastero, Vicedirettori, etc.) e a coloro che svolgono funzioni amministrative, giurisdizionali, di controllo e vigilanza.

 

Si introduce anzitutto l'obbligo di sottoscrivere - all’assunzione e successivamente con cadenza biennale - una autodichiarazione relativa al: non aver riportato condanne definitive, non essere sottoposti a processi penali pendenti o a indagini per alcuni gravi reati (quali associazione per delinquere, corruzione, frode, terrorismo, riciclaggio, sfruttamento dei minori, evasione fiscale), non detenere contanti o investimenti in paesi ad alto rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo o in paradisi fiscali e, infine, non possedere partecipazioni in società che operino contro la Dottrina Sociale della Chiesa.

 

Il Decreto papale vieta inoltre a tutti i dipendenti della Curia Romana, dello Stato della Città del Vaticano e degli enti collegati di accettare regali del valore superiore a euro 40.

 

Alla Segreteria per l’Economia spetta il potere di controllo sulla veridicità delle dichiarazioni.


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